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Ritratto di Vincent Van Gogh

Pittore · Paesi Bassi

Vincent Van Gogh

Pittore post-impressionista che lavora a olio, guidato da emozioni pure e istinto piuttosto che dalla precisione. Le sue opere incanalano l'intensità del colore e del movimento – dai cieli vorticosi ai campi di grano illuminati dal sole – alla ricerca del sentimento piuttosto che della forma.

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Nelle sue parole

Vincent van Gogh, nato nel 1853, crebbe nel sud dei Paesi Bassi, dove suo padre era un pastore. Dopo sette anni trascorsi in un'azienda di grafica commerciale, il desiderio di aiutare l'umanità lo spinse a diventare insegnante, predicatore e missionario, senza però ottenere successo. Lavorando come missionario tra i minatori di carbone in Belgio, iniziò a dedicarsi seriamente al disegno; infine, licenziato dalle autorità ecclesiastiche nel 1880, trovò la sua vocazione nell'arte.

I primi dipinti di Van Gogh raffiguravano scene di natura e contadini dai toni terrosi, ma fu sempre più influenzato dalle stampe giapponesi e dalle opere degli impressionisti francesi. Nel 1886 arrivò a Parigi, dove iniziò la sua vera formazione come pittore. Sotto l'influenza di Camille Pissarro, Van Gogh illuminò la sua tavolozza cupa e accostò colori complementari per ottenere un effetto luminoso. Artisti più giovani come Henri de Toulouse-Lautrec e Paul Gauguin lo spinsero a usare il colore in modo simbolico e per la sua risonanza emotiva.


Sebbene stimolato dall'ambiente artistico della città, Van Gogh trovava la vita a Parigi fisicamente estenuante e all'inizio del 1888 si trasferì ad Arles. Sperava che il clima mite della Provenza lo avrebbe rilassato e che i colori brillanti e la luce intensa del sud gli avrebbero fornito l'ispirazione per la sua arte. Lavorando febbrilmente, Van Gogh spinse il suo stile verso una maggiore espressività con pennellate intense ed energiche e colori saturi e complementari. Eppure le sue tele, densamente dipinte, rimanevano legate alla natura: i loro colori e le superfici ritmiche comunicano la forza spirituale che, a suo avviso, abitava e plasmava le forme della natura. La sua attività non era indisciplinata; al contrario, lavorava diligentemente per perfezionare la sua tecnica.

Van Gogh sperava di attirare ad Arles pittori affini, ma solo Gauguin lo raggiunse, rimanendovi per circa due mesi. Ben presto fu chiaro che le loro personalità e i loro temperamenti artistici erano incompatibili, e Van Gogh ebbe un crollo nervoso poco prima di Natale. Nell'aprile del 1889, dopo periodi di intenso lavoro interrotti da ricorrenti disturbi mentali, Van Gogh si fece ricoverare in una clinica a Saint-Rémy. Dipinse ogni volta che poteva, convinto che nel lavoro risiedesse la sua unica possibilità di ritrovare la sanità mentale. Dopo un anno, tornò a nord per stare più vicino al fratello Théo, che era stato il suo costante sostegno; nel luglio del 1890 morì suicidandosi con un colpo di pistola.

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